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      In questo e in altri molti casi simili, tanto nel greco quanto nell'italiano, spiegando il verbo volere per potere, l'espressione riesce vera e giusta, ma non pertanto l'intenzione della frase non era di dir potere. Perchè spesso nell'esprimerci noi abbiamo due intenzioni l'una finale (e questa nel caso nostro sarà ugualmente bene spiegata rendendo volere per potere, che dicendo ch'egli ridonda), l'altra immediata (e questa nel caso nostro non si otterrebbe con dir potere, nè si spiegherebbe con questa voce); da ambedue le quali intenzioni è diversa quella intenzione o significato che ha la locuzione letteralmente presa. (8. Luglio. 1823.). Del resto noi non usiamo in questo tal senso e modo il verbo volere, se non colle particelle negative o condizionali, o con interrogazione, come in quel verso di Anacreonte (od. 4 ???????? ???? ?????????) ?? ????? ???? ???? ?????; che vorrà essere questo sogno? Ma in locuzione, forma e significazione affermativa non s'usa [2922]mai il verbo volere nè dagl'italiani nè da' francesi ne' sovresposti sensi, se non se in quella frase voler dire o significare ec. che è greca anch'essa, e che può riferirsi all'idiotismo di cui ragioniamo. I greci ancora usano per lo più questo idiotismo fuori di affermazione, benchè non sempre. Affermativamente, e pur di cose inanimate o ideali e intellettuali, e come si dice, di ragione, usiamo noi il verbo volere, in un senso però differente dai sopraddetti, ed equivalente al greco ???????, ma con significanza di qualche dubitazione: come Questa guerra vuole andare in lungo, cioè, Pare che questa guerra sia per durar molto: Vuol piovere ec.


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Zibaldone. Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura
Parte Seconda
di Giacomo Leopardi
pagine 1555

   





Anacreonte Vuol