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      Niente manco che mentre delle cose umane si chiamano piccole verbigrazia quelle degli oscuri privati a paragone di quelle de' vastissimi e potentissimi regni, e nondimeno queste ancora, grandissime a paragon di quelle, si chiamano da' filosofi piccolissime e nulle sotto altro rispetto, è ben ragionevole che sotto diversi rispetti, quelle eziandio de' privati ed oscurissimi individui, sieno chiamate, anche da' filosofi, grandi e grandissime, di grandezza niente men vera o niente più falsa che quella delle cose de' massimi imperii.
      (8. Dec. 1823.)
     
      In tutta l'America, abitata certo e frequentata da tempi remotissimi, poichè non s'ha notizia nè memoria alcuna del quando incominciasse, non si è trovato alcuna sorta di alfabeto nè orma alcuna di alfabeto, nè cosa che alla natura di esso si avvicinasse. Non ostante la molta e maravigliosa coltura, le arti, manifatture, fabbriche ammirabili, politica squisita e legislazione, ed altre grandi e numerose parti di civiltà che si trovarono nel paese soggetto al regno degl'Incas,226 cominciato da tre secoli prima della scoperta e conquista d'esso paese (cioè nel sec.13.); e più ancora nel Messico, la cui civilizzazione credo che sia ancora più antica. Dico [3958]dell'ultima e più nota civiltà, poichè s'hanno molti indizi, e di tradizioni patrie, e d'avanzi d'edifizi e monumenti di gusto e maniera diversa da quelli dell'ultima epoca di civiltà, e d'altre cose, che dimostrano esservi state altre epoche in cui questa o quella parte dell'America (in particolare il Perù) fu, non si sa fino a qual segno, civile o dirozzata.


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Zibaldone. Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura
Parte Seconda
di Giacomo Leopardi
pagine 1555

   





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