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      Soltanto, quando in qualche punto della superficie diminuisce la pressione dell'aria, noi abbiamo una sensazione. Non so se abbiate mai provato l'effetto di una ventosa applicata sulla vostra pelle; ma avrete poi certamente provato l'effetto del succhiamento. Sì nell'uno che nell'altro caso altro non si fa che diminuire in una limitata porzione della nostra superficie la pressione che esercita l'aria. Vi meraviglierete che non siamo avvertiti di quest'enorme peso che ci sta addosso; e quasi quasi sareste tentati di fare quel che fecero i filosofi per molti secoli, cioè negare il peso di quest'aria; ma ciò è oggi dimostrato con tante prove, che appena ve lo esporrò vi passerà la voglia bentosto di mettere in dubbio quel che vi ho detto. – Convinti allora del peso con che quest'aria ci pigia da tutti i lati, ricorrerete per ispiegare la nostra insensibilità a questo peso, all'essere i nostri tessuti egualmente premuti in tutti i sensi, sia dalla diretta azione della pressione atmosferica, sia dalla trasmissione di essa per mezzo dei liquidi che bagnano i nostri tessuti, ed all'effetto delle impressioni continue e quasi costanti: ed indovinerete che anche i pesci nonostante che sopportino una enorme pressione dell'acqua in cui sono immersi, pur non ne hanno coscienza. Neppur camminando e movendoci moderatamente siamo avvertirti della resistenza dell'aria che ci circonda, perciò possiamo ciò fare senza provare resistenza notabile. Ma se ci moviamo velocissimamente, allora ci divien sensibile la resistenza che l'aria oppone ai nostri movimenti.


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L'aria
di Michele Lessona
Tipogr. Sebastiano Franco Torino0
1864 pagine 102

   





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