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      Esporrò in poche parole la vita di un artista esimio, che seppe lottare nella giovinezza contro la povertà più cruda, e seppe vincere: questo è
      Luigi Rossini
      Luigi Rossini nacque in Ravenna il 15 di dicembre dell'anno 1790, di famiglia che aveva l'origine sua da Lugo, nelle Romagne. Il padre di lui, si chiamò Giovanni, uomo di popolo, povero, onesto; e la madre ebbe nome Cristina, e fu della casa dei Benedetti. Di otto figliuoli che Giovanni ebbe dalla moglie sua, gli era rimasto solo Luigi; il quale essendo nell'età di sedici anni, e mostrandosi inclinato al disegno, fu messo dal padre alla scuola di maestri, come disse ei medesimo, alquanto mediocri. Crescendo poi in lui sempre più quell'amore che lo traeva alle arti belle, e avendo inteso essere a Bologna un'insigne accademia ed abilissimi professori, una mattina di buon'ora senza dir nulla a persona, con in tasca cinque scudi e un piccolo fardelletto sotto il braccio, solo, e a piedi s'indirizzò verso quella parte. E dopo il cammino di un giorno e mezzo, stanco vi pervenne; e veduta la nobile città e l'accademia delle belle arti, subitamente si pose in cuore di non volerne partire.
      Ma ben presto gli venne a mancare quel po' di denaro che aveva portato seco: e non avendo più di che potersi sostentare, pensò d'acconciarsi per garzone con qualche valente artista. E ricordatosi di Francesco Rosaspina, incisore, che aveva non so come conosciuto in Ravenna, gli si presentò, pregandolo di consiglio e di aiuto.
      Quel valentuomo, piacendogli assai la bella presenza del giovinetto e la sua molta vivacità, ben volentieri lo raccomandò ad Antonio Basoli, pittore di ornato; il quale gli domandò che cosa sapesse fare; e sentito che non sapeva far nulla, gli offrì cinque baiocchi al giorno.


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Volere e potere
di Michele Lessona
pagine 482

   





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