Pagina (184/482)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      Il fanciullo guardava con una certa curiosità le produzioni della mano paterna, ma nella mente infantile il misterioso lavorio della natura gettava i semi di più nobili e più sublimi aspirazioni. Più procedeva negli anni e più pareva restio a seguire i consigli del padre, che lo voleva a ogni costo continuatore del suo ingrato mestiere. L'occhio distratto cercava nel vuoto la rivelazione di forme più gentili e più care; la mente innamorata del bello e del vero sognava più alti destini. Vagando dietro la guida paterna per le vie di Firenze accarezzava collo sguardo quel popolo di statue che parla un muto ma eloquente linguaggio alle anime grandi, e ne' frequenti passaggi per Borgognissanti contemplava cupidamente quella miriade di statuette d'alabastro che biancheggiavano nelle chiuse vetrine de' rivenditori, così procacemente pudiche nella loro casta nudità.
      E gli pareva che l'ultima e più sublime delle sue aspirazioni fosse proprio la creazione di quelle statuine così graziose e gentili, e che la suprema felicità della sua vita stesse nell'animare collo scalpello e colla lima quel mondo fantastico di angioletti, di ninfe, di semidei e di vergini che gli ballavano continuamente nel cervello una ridda vertiginosa e popolavano di sogni le sue notti agitate.
      Di qui un desiderio smanioso di tratteggiare sempre e dovunque le linee armoniose della figura umana, uno studio incessante di procurarsi un momento di libertà per affidare al vergine candore d'un pezzo di carta i primi tratti ancora incerti e dubbiosi della inesperta matita.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Volere e potere
di Michele Lessona
pagine 482

   





Firenze Borgognissanti