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      Eh! buon Dio! I Genovesi hanno certo, come tutti gli uomini di questo mondo i loro difetti; ma credete, sarebbe una gran fortuna per la patria nostra, se tutti i cittadini delle tante città non avessero altri difetti se non quelli dei Genovesi.
      I difetti dei Genovesi sono il vanto, e, direi quasi, la esagerazione dei loro pregi, ma sempre i difetti si vanno dileguando e i pregi crescono.
      Una delle prime cose che grandemente ammira nei Genovesi chi incomincia a fare con essi più intima conoscenza, è l'amore per la famiglia, il pensiero delle cose domestiche, l'affetto alla casa.
      Quanti uomini si fanno, senza mai trovarsi una risposta, questa domanda tanto significativa: - Dove passare le mie serate?
      Questa domanda pel Genovese non esiste: il Genovese si ammoglia giovanissimo, e la sera, che è di tutta la giornata il solo tempo del suo riposo, la passa in famiglia, presso la moglie che ricama, con una bambina sui ginocchi che comincia i distinguere le lettere dell'alfabeto sull'abbecedario, e un figliuolo accosto più grandicello che armeggia contro le frazioni decimali.
      La sera è pel Genovese il solo tempo del riposo, perchè tutta la giornata è per esso consacrata al lavoro!
      L'abito del lavoro! L'amor del lavoro! Ecco una grande, una feconda, una somma virtù dei Genovesi!
      Il Genovese non è postulante, non è importuno col Governo, cerca intorno a sè le sorgenti della propria sussistenza e le trova, e quando son troppo scarse, mette in un paio di casse il suo bagaglio e s'imbarca tranquillamente per l'America, d'onde in breve, nel maggior numero dei casi, torna abbastanza ricco per dar opera a nuove imprese.


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Volere e potere
di Michele Lessona
pagine 482

   





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