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      Il modo in cui avvenne questa metamorfosi potrebbe, a chi non ricorda quella di Manzoni, Cardano, S. Paolo - a chi non pensa al così frequente sdoppiamento della personalità del Genio, - sembrare, nei particolari, puerile e... anche peggio. -
      Una sera dell'inverno del 1745, a Londra, egli stava in un albergo mangiando con vivo appetito. "Alla fine del pranzo, sentii (ci confida) come una nebbia scendere sui miei occhi, e travidi mille serpenti invadere la stanza. A un tratto l'oscurità si rischiarò, un uomo dentro un gran fulgore mi apparve seduto all'angolo opposto a me, e mi disse con severità: "Non mangiar tanto!" - Turbato, corre a casa e si pone a meditarvi su, quando "l'uomo raggiante mi riapparve e mi disse: "Io sono Dio, Signore, Creatore e Redentore, t'ho eletto per svelare agli uomini il senso intimo spirituale delle Sante Scritture, e ti detterò quel che dovrai scrivere". - Era un'allucinazione religiosa!
      E da quel giorno diviene il più fanatico spiritualista e non vuole più attendere che a cose teologiche. Crede di conversare con cento, con mille spiriti dei morti, alcuni dei quali gli parlano per giorni, per mesi e perfino per anni di seguito; egli non viaggia, scrive il suo amico Bruno, più con servitori, affermando di non aver bisogno di alcun aiuto, avendo un angelo per compagno. Dimentica tutta la famiglia, fa vita casta, vive di solo caffè, cioccolata e biscotti; si riserva il matrimonio... per l'altro mondo, ove l'aspetta la contessa Syllenborg.
      Da quel giorno egli può vedere quel che avviene negli altri mondi, nei cieli e negl'inferni; conversa con gli angeli; sale e scende dai pianeti (sic) più lontani.


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Nuovi studi sul Genio.
Parte I (da Colombo a Manzoni)
di Cesare Lombroso
Sandron Editore
1901 pagine 187

   





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