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      Sir William Herschell non era che un suonatore ambulante, d'ingegno, che imparò malamente da sè lingue e matematica; l'aver veduto, a ventun anni, con un telescopio, il campo dei cieli, lo colpì così da indurlo a fabbricarsene uno egli stesso e studiare la lega dei metalli che meglio riflettesse la luce, sicchè a 30 anni ne aveva costrutto uno grande di sua mano.
      Lalande, allievo dei gesuiti, componeva a 10 anni drammi e romanzi, ed aspirava a divenire un eloquente avvocato; ma quando un astronomo gli fece osservare la grande ecclissi del 1748, egli a 16 anni sentì scoppiarsi la passione dell'astronomia, dove divenne sì celebre.
      Boerhave era destinato al culto e ne aveva presa la laurea: un'ulcera della mano, che lo tormentava a nove anni, gli fece sviluppare la passione per la medicina.
      Tutti costoro, Lalande, Lagrange, Joung in ispecie, fino al momento in cui un accidente mise loro nelle mani gl'istrumenti o i libri di geometria, erano o si credevano appassionati pei classici, mentre Gianni da bustaio diventò poeta leggendo l'Ariosto.
      In altri genî, però, l'immenso effetto che lascia a lungo dietro sè la prima emozione, dimostra che si tratta di una vera trasformazione operata da quella data impressione sensoria ed emotiva nell'epoca della pubertà, poichè essi dichiarano come senza quella non sarebbero stati tratti alla nuova carriera.
      Così Guerrazzi scrive di sè: "Convien notare certo avvenimento, il quale può considerarsi come epoca del mio cervello. Volle il destino che in quel tempo (aveva 12 anni) mi capitasse in mano l'Ariosto.


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Nuovi studi sul Genio.
Parte II (origine e natura geni)
di Cesare Lombroso
Sandron Editore
1902 pagine 193

   





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