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      Fin qui Mach.
      L'ispirazione - dice a sua volta Ribot - è il risultato di un lavoro sotterraneo che esiste in tutti, ma, in alto grado, solo in pochi, che possono concentrare tutte le forze psichiche sopra un solo punto invece di disseminarle, e perciò vi riescono onnipotenti.
      La base dell'ispirazione è un'idea fissa, per quanto soggetta a remittenze.
      Il nostro stato normale è il poliideismo, la pluralità delle idee, la pluralità degli stati di coscienza; invece nello stato di attenzione eccessiva, come nell'ossessione monoideista, l'idea fissa regna dispotica; e così è negli inventori
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      Renda scrive: "Un'idea insoluta oscilla latente nel cervello del genio, finchè non trovi in un'azione interna, emotiva o fisiologica, la sua determinazione, producendo la monoideazione, l'assenza, la distrazione, giungendo a una esaltazione fisiologica, fino a che la soluzione si presenta da sè".
     
      Ed ecco quindi come le influenze della pubertà, della stagione calda, della malattia e, sopratutto, di una sensazione che abbia colpito profondamente i nostri centri, s'associano a quelle del dominio dell'inconscio nel produrre e mantenere l'idea fissa nel genio.
     
      2. Idea fissa secondo le ultime ricerche. - Ma noi, accettando con questi grandi pensatori l'azione nel genio di un'idea fissa, crediamo poter trovare anche in ciò una nuova prova della fusione del genio con l'epilessia.
      Vediamo, infatti, che cosa siano in fondo l'idea fissa e l'ossessione, secondo gli ultimi osservatori.
      Alla base di ogni attività fisica - scrive in proposito Féré(47) - è lo stato emotivo in rapporto con un'eccitazione locale o generale.


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Nuovi studi sul Genio.
Parte II (origine e natura geni)
di Cesare Lombroso
Sandron Editore
1902 pagine 193

   





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