Pagina (60/251)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      [vedi figura - Donna Fellah.]
      Estendiamo a più vasto orizonte questa tendenza delle nostre razze a variare di forme e a permanere nella subita trasformazione sotto l'influenza del clima, del cibo, dell'uso e disuso degli organi, delle preferenze amorose, delle persecuzioni dei nemici, di tutte cioè quelle influenze che il Darwin riunisce (25) nei due gruppi chiamati lotta per la esistenza e selezione della specie: grazia a cui non sopravivono se non individui che hanno l'organismo più perfezionato e più adatto a resistere alle avverse circostanze; e voi vi spiegherete in gran parte le singolari varietà delle razze umane. Uomini della stessa specie, in cui spiccava una data variazione di struttura, sopratutto quando questa era utile al loro benessere, in quel dato clima, per es. l'oscuramento della cute nei paesi caldi, che pare renda immuni dalle febri miasmatiche e dalla febre gialla, riproducevano individui con quell'anomalia ancor più sviluppata.
      Il clima, che probabilmente avea favorito lo sviluppo di quell'anomalia in un dato individuo, naturalmente sempre più tendeva ad aumentarla nel suo successore, predispostovi dall'eredità.
      Una volta modificatosi un organo, per una legge di simmetria, di correlazione di accrescimento, che domina anche nel mondo inorganico, parecchie altre parti del corpo dovean subire pure una trasformazione che le mettesse all'unisono con quella irregolarità: così quando gli, allevatori giungono a trasformare il becco nei piccioni, si modificano da sè anche le zampe.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

L’uomo bianco e l’uomo di colore.
Letture su l'origine e la varietà delle razze umane
di Cesare Lombroso
Editore Fratelli Bocca
1892 pagine 251

   





Fellah Darwin