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      I macachi amano di fare le balie coi proprj e anche con li animali di altre specie, e li leccano ed accarezzano. I cinocefali, i gibboni preferiscono la vita sociale sotto la direzione di vecchi capi, mentre il gorillo vive solitario con la sua compagna, e sdegna raccogliersi in truppe.
      Ma l'indizio capitale della parentela fra l'uomo e agli altri animali è offerto da quella regressione costante dei caratteri pitecoidi che noi rinvenimmo nelle razze melaniche.
      Qualche traccia, anzi, di questa regressione si può ancora sorprendere perfino nella nostra razza: tracce certo sporadiche e in proporzioni assai scarse, ma che pure bastano a farci sospettare come il nostro preantenato possedesse la struttura tutta dell'antropoide e in parte quella del quadrumano, struttura che andò modificandosi solo co'l lungo disuso di alcuni organi e l'uso maggiore di altri.
      Vlacovic rinvenne molte volte negli uomini e qualche volta nelle donne un certo muscolo ischeo-pubico, che manca perfino nelle scimie superiori, e che giova all'atto della copula dei quadrumani maschi (Canestrini).
      De Lorenzi, Canestrini, Nicolucci notarono in molti cranj antichi d'Italiani la permanente divisione dell'osso malare che è proprio a quegli animali.
      Il levator claviculae, l'adduttore del 5° metatarso, il così detto muscolo sternale brutorum, fu trovato in, parecchi uomini dal Wood, dal Macalister (Darwin).
      Tutti sanno come noi abbiamo degli inutili muscoletti che in origine servivano a portar in alto, allo indietro, all'avanti le orecchie, ed ora ricordano, nella loro immobilità, l'epoca in cui il nostro antenato dovea, come i pitechi inferiori, giovarsene per avvertire, in mezzo alla folta oscurità delle selve, i lontani pericoli: ora non è raro il trovare alcuni uomini con questi muscoli così sviluppati ed attivi, da poter muovere l'orecchio a volontà.


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L’uomo bianco e l’uomo di colore.
Letture su l'origine e la varietà delle razze umane
di Cesare Lombroso
Editore Fratelli Bocca
1892 pagine 251

   





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