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      E un uomo come quello, che ce ne vorrebbero almeno undici, uno per dicastero, me lo volete mettere al pari di questi Spetalieri, che ce li troviamo sull'osso del collo come i pidicelli, senza sapere chi ce li ha attaccati?
     
      Parsifalle.
     
      Siamo sempre lì: la gran piaga della società moderna nell'attuvale momento in Itaglia è il disprezzo dell'omo qualunque.
      L'omo qualunque ci ha avuto il suo momento bono quando tutto era fatto per lui, quando ci scriveveno per lui, e solo per lui, quelle belle commedie che feniveno bene, quando perfino i pubblici difici e monumenti ereno fatti in modo accusì preciso e benpensante che, vedendo un omo sopra un piedistallo con un leone sotto, tu nun potevi nippure sospettare che quello fusse un domatore con un leonoide domato, ma dicevi subbito: È un monumento d'un capo divisione; insomma, quando ai giovinetti che erano cresciuti leggendo Marco Visconti ci potevi far chiudere l'onesta e virtuosa carriera leggendo i Bozzetti Militari, e chi era nato al sono de la tromba intrepida poteva chiudere l'occhi a quello di Beppe che va soldato, o quanto meno a quello del Cusì veder vi voglio, o altra bibbita di Giuseppe Verdi al selz.
      Ma oramai è avvenuta, come diceva quel socialista che voleva andare al potere, la scissione.
      O almeno, si l'apparenza non ne fa una de le sue e nun inganno, l'omo qualunque è sceso di grado e nun ha più voce in capitolo.
      Ma forse è l'apparenza che inganna e siamo arimasti, in forma privata, tutti ommini qualunque. Certo è che un cittadino che si vole sciroppare l'arte contemporania, deve dividersi, non già pel tradizzionale numero fisso tre e quattordici, ma in due parti ben distinte: l'omo contemporaneo, e l'omo qualunque, ovverosia, l'omo esterno che fa finta di capire e l'omo interno, che nun capisce gnente e abbozza.


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Come ti erudisco il pupo
Conferenza paterno-filosofica ad uso dell'infanzia e degli adulti
di Luigi Lucatelli
Edizioni Cappelli Bologna
pagine 188

   





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