Pagina (262/494)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
     
     
      8.
      Vulcano e Giove.
     
      Vulcano. Che debbo fare, o Giove? Eccomi al tuo comando, e con la scure arrotata, che ad un colpo taglieria netto un sasso.
      Giove. Bene, o Vulcano: spaccami il capo in due.
      Vulcano. Vuoi farmi fare una pazzia? Dimmi da senno che vuoi da me.
      Giove. Questo appunto, che tu mi apra il cranio: e se non ubbidisci mi vedrai un’altra volta sdegnato. Devi dare di tutta forza, e fà presto, chè io mi sento le trafitture del parto che mi straziano il cervello.
      Vulcano. Bada, o Giove, che non facciam qualche guasto; la scure è tagliente, e farà sangue: non ho le mani di Lucina io.
      Giove. Dà senza paura, o Vulcano: so io quel che conviene.
      Vulcano. Mi dispiace, ma darò: che posso altro, quando tu il comandi?... Ma che è? una fanciulla armata? Gran male, o Giove, avevi nel capo: a ragione eri così sdegnoso, ti stava viva sotto la meninge una tanta vergine, e tutta armata. Avevi un padiglione per capo, e nol sapevi. Ma ella balla la danza pirrica, agita lo scudo, palleggia l’asta, ed è compresa da divino furore, e quel che è più, la è molto bella, ed in breve s’è fatta adulta; ha gli occhi azzurri, che le stan bene sotto quell’elmo. O Giove, io t’ho aiutato a partorirla, in compenso dammela in isposa.
      Giove. Chiedi cosa impossibile, o Vulcano: ella vuol rimaner sempre vergine. Io per me non ti dico di no.
      Vulcano. Questo volevo: al resto penserò io: me la rapirò.
      Giove. Se puoi, fà pure: ma ti so dire che brami cosa impossibile.
     
     
      9.
      Nettuno e Mercurio.
     
      Nettuno. Si può parlar con Giove, o Mercurio?


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Opere di Luciano voltate in italiano da Luigi Settembrini
Volume Primo
di Lucianus
Edizione Le Monnier Firenze
1861 pagine 494

   





Giove Giove Vulcano Giove Lucina Vulcano Giove Giove Vulcano Mercurio Giove Mercurio