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      Cotesto tuo esempio non calza. Perchè Fidia e tu non per altra cagione riconoscete le parti, se non perchè conoscevate il tutto, cioè l’uomo ed il leone: ma nella filosofia, per esempio nella stoica, come tu da una parte conosceresti le rimanenti? come potresti dire che sono belle? Tu non conosci il tutto, di cui quelle sono parti. Dici poi che in poche ore d’un giorno si può apprendere i sommi capi di ciascuna filosofia: sì, i principii di ciascuna, e i fini, e che cosa crede sieno gli Dei, che cosa l’anima; chi dice che tutto è corpo, e chi tiene che vi sieno cose incorporee; chi pone il sommo bene e la felicità nel piacere, chi nell’onesto, ed altrettali cose. Imparando così è facile, è niente spaccare una sentenza: ma conoscere quello che ciascun filosofo veramente dice, oh, la non è impresa di poche ore in un giorno, ma di molti giorni. E perchè mai quei valentuomini scrissero le centinaia e le migliaia di libri, se non per persuadere altrui che sono vere quelle piccole cose che a te paiono sì piane ed agevoli ad imparare? Ma via, un indovino forse potrà toglierti l’impaccio di questa scelta, e la pena di cercare e di studiare per conoscere ciascuna parte ed il tutto: anzi questa saria la più corta senza giri e preamboli, mandar per l’indovino, farlo recitare tutti quei sommi capi, su ciascuno fare un sacrifizio, e un Dio ti torrà queste mille brighe, mostrandoti nel fegato della vittima la setta che devi scegliere. E se vuoi, ti proporrò un altro partito più facile, per non sacrificar tante vittime e non pagare una grossa mercede al sacerdote che chiamerai pel sacrifizio: poni in un’urna alquanti brevi, ciascuno scritto del nome di un filosofo, fa venire un fanciullo che abbia padre e madre, metta la mano nell’urna, tiri un breve, e, chiunque sortirà, secondo quello filosoferai.


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Opere di Luciano voltate in italiano da Luigi Settembrini
Volume Secondo
di Lucianus
Edizione Le Monnier Firenze
1862 pagine 538

   





Fidia Dio