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      Tarquinio poi, l’ultimo re di Roma, che fu scacciato e si ritirò in Cuma, dicono che visse più de’ novanta anni gagliardissimo. Questi sono i re di Roma, ai quali aggiungerò altri re, che pervennero a tarda vecchiezza, e le particolarità di ciascuno. Infine scriverò degli altri romani che ebbero una lunga vecchiaia, e ad essi unirò gli altri che nel resto d’Italia vissero più lungamente. Così con la testimonianza della storia si confutano quelli che vogliono calunniare quest’aria;(68) e noi possiamo sperare di vedere esauditi i nostri voti, che il Signore della terra tutta e del mare giunga all’ultima e piena vecchiezza, il quale già vecchio regge il suo impero.(69)
      Adunque Argantonio re de’ Tartessii visse centocinquant’anni, a detta di Erodoto storico, e del lirico Anacreonte: benchè a molti ciò paia una favola. Agatocle tiranno di Sicilia morì di novantacinque anni, come raccontano Democare e Timeo. Gerone tiranno di Siracusa, essendo attempato di novantadue anni morì di malattia, avendone regnato settanta, come Demetrio Calatiano ed altri dicono. Atea re degli Sciti, pugnando contro Filippo presso il fiume Istro, cadde, che aveva oltre novant’anni. E Barduli, re degl’Illirii dicesi che combattè a cavallo nella guerra contro Filippo, avendo novant’anni compiuti. Terete, re degli Odrisii, a dire di Teopompo, morì di novantadue anni. Antigono di Filippo, il monocolo, re de’ Macedoni, combattendo in Frigia contro Seleuco e Lisimaco, trapassato di molte ferite cadde morto avendo ottantun’anno, come racconta Ieronimo che fu con lui a quella guerra.


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Opere di Luciano voltate in italiano da Luigi Settembrini
Volume Terzo
di Lucianus
Edizione Le Monnier Firenze
1862 pagine 448

   





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