Pagina (177/448)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      E chiunque non giudica così del figliuol suo a me pare che non abbia occhi di padre. Inoltre il nome di patria è il primo ed il più caro fra tutti. Imperocchè nessuno è più caro del padre: e se uno onora rispettosamente suo padre, come la legge e la natura comanda, convenientemente onorerà la patria; giacchè il padre stesso è un bene che ci è dato dalla patria, e il padre del padre, e tutti gli antenati nostri; e sino agl’iddii patrii risale questo nome e li abbraccia. Anche gl’iddii amano le patrie loro; e mentre essi, come è da credere, riguardano a tutti gli uomini, stimando che appartenga a loro la terra tutta ed il mare, ciascuno di essi fra tutte le altre città preferisce quella in cui egli nacque: e le città patrie degli dei sono più venerate, e più sante sono le isole nelle quali festeggiasi il natale di qualche iddio: infatti si tiene che sono più graditi agli dei i sacrifizi, quando uno va ad offerirli nei luoghi dov’essi abitano. E se agl’iddii è caro il nome della patria, come non dev’essere agli uomini molto di più? Perocchè ognuno vide la prima volta il Sole dalla patria sua, per modo che anche questo dio, quantunque sia comune, pure a ciascuno pare che sia un dio patrio, perchè la prima volta lo mirò dal suo luogo natio: quivi cominciò a parlare, imparando le prime parole del suo idioma; quivi a conoscere gli dei. E se uno ha sortito una patria tale, che egli deve andare in altra città per imparar cose maggiori, per averci imparato pur queste sia grato alla patria sua; perchè non avrebbe conosciuto neppure il nome di città, se la patria non gli avesse insegnato esservi una città. Tutte le discipline e le conoscenze gli uomini vanno raccogliendo, per rendersi con queste più utili alle patrie loro: acquistano ricchezza per una certa ambizione di spenderle in patria: ed a ragione, cred’io; perchè non debbono essere ingrati, avendo avuti sì grandi benefizi.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Opere di Luciano voltate in italiano da Luigi Settembrini
Volume Terzo
di Lucianus
Edizione Le Monnier Firenze
1862 pagine 448

   





Sole