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      «In una città di Lidia non molto grande, dopo un temporale che lasciò nudo un colle, si trovarono alcune ossa, che per la forma parevano d’uomo, e per la grandezza parevano d’un elefante o d’una balena. Tosto si sparse fra il volgo che quello era il cadavere di Gerione dalla spada d’oro ec.»
      41 Io leggo questo luogo così: Autos de o tou thaumasou ktematos despotes, kai auton se te apadeusia kai bdelyria yperekontisen (oras opos kakodaimonos diakeitai), bakterias es ten kephalen os alethos deomenos. Cioè leggo diakeitai invece di diakeisai che non mi dà senso, e tolgo il punto innanzi ad oras che con le tre parole seguenti chiudo in una parentesi. L’ordine naturale delle idee mi comanda di fare questa correzione, di poco momento in quanto alla mutazione di una lettera, ma importante per la connessione del discorso: il quale come è nei testi stampati, è scucito stranamente, e non può accettarsi, nè giustificarsil.
      42 Per chi nol sa, noto che Agave andata in furore con le proprie mani sbranò il figliuolo Penteo, che spregiava i misteri di Bacco. La tragedia di Euripide è venuta sino a noi, ed è tra le opere di questo poeta.
      43 Forse si ha a leggere Archiloco. Così due filosofi, e due poeti satirici.
      44 Abbiamo questa orazione, nella quale Eschine accusa Timarco di vizio nefando.
      45 I Bapti, in italiano si direbbe i tinti. Questo è il titolo d’una commedia di Eupoli, nella quale erano dipinti i molli ed effeminati costumi di alcuni Ateniesi; i quali furono tanto offesi e irritati dalla satira (e fra essi era Alcibiade), che affogarono in mare il poeta.


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Opere di Luciano voltate in italiano da Luigi Settembrini
Volume Terzo
di Lucianus
Edizione Le Monnier Firenze
1862 pagine 448

   





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