Pagina (94/379)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Sempre noi onoriamo Bacco di qualche servigio: o sia che vecchi gli siamo fedeli per le radici; o sia che giovani, solleciti, lo rendiamo migliore ed annoso».
      II. L'ATTUALE. - E quando, come ora, tutti li dei sono morti ed il vero Dio vagisce ancora incompreso o condannato nell'uomo, un ignoto ed un disconosciuto (il citarvelo è pleonasmo) si arresta sorpreso, davanti ad un vaso archeologico, che il piccone demolitore e cittadino, per risanamento di vie, gli mette davanti, tra le scorie di una fogna, e lo sente venustà greca e di patria, carico della storia di sua gente; non intorbida il ditirambo sadico, per quanto l'orciuolo abbia visto e guerre e stragi ed incendii, e giacque sotto le macerie che l'Hohenstaufen Barbarossa disseminava; ma lo assicura, calmo di sua virtù millennaria, accarezzandolo con mani pie e sicure.
      «Volle tuo Padre che tu fossi ventre(XVI),
      ventre a similitudine di femina,
      onde il ricolto del tino gonfiasse la creta all'assetato:
      ventre a comprendere e a concepire,
      sonno per la stanchezza, sogni per la speranza,
      brindisi rosso per l'esultanza.
      E volle l'ansa come il braccio fortedi una bulgara e fiera gladiatrice;
      il pugno fermo sull'anca e stante,
      a sfida e a guardia del tuo liquore.
      E volle benedirti, sullo smalto, in un segno di pace,
      azzurra croce sul ventre suggellata;
      volle, alla croce, aggiunger glauchi olivi,
      e, pel martirio, rosse palme doppiare:
      pace pel vino, martirio pel vino,
      biondo o porpureo, Bakchos reincarnato sulla mistica mensa,
      Jesus alla postrema cena della Vita,


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Antidannunziana
D'Annunzio al vaglio della critica
di Gian Luigi Lucini
Studio editoriale lombardo
1914 pagine 379

   





Bacco Dio Hohenstaufen Barbarossa Padre Bakchos Vita