Pagina (297/379)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Dei plagi di D'Annunzio, benchè in Francia Léon Daudet facesse un baccano d'inferno, all'estero non ne arrivò che l'eco; perchè gli articoli di Thovez venivano compendiati ma non tradotti; e il D'Annunzio, prevedendo la burrasca ne aveva eliminati i principali nelle traduzioni. Si dice pure che quell'accuse di plagii servirono meglio per la réclame all'opere future del mirabile traduttore artefice, ma, con buona pace, anche questo, non è vero.»
      (53) In sui primi di quest'anno, - 1913 - il deputato Hesse presentava alla Camera francese un progetto di legge per garantire, alli artisti viventi ed ai loro eredi per 50 anni dopo la morte, un beneficio del 2% su ciascuna vendita pubblica di ogni opera d'arte firmata dal proprio autore. Il progetto è ora allo studio di una Commissione dell'Istruzione Pubblica ed è in massima ben accolto, ed approvato in linea generale. Al proposito il Temps indisse un'inchiesta: giova qui riferir un brano della risposta del letterato ed architetto Frantz Jourdain, presidente del Sindacato della Stampa Artistica, col quale avvalora le mie opinioni in tema di proprietà artistica e letteraria.
      «Io mi stupisco che un diritto così legittimo come il diritto d'autore nel caso possa trovare chi lo contesti. È vero che il Codice non distingue tra gli oggetti mobili, e che un'opera d'arte è perciò soggetta alle stesse norme di un abito smesso che si cede al robivecchio. Tuttavia, se vi è una proprietà che meriti rispetto, è proprio quella in cui si esprime il genio di un uomo.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Antidannunziana
D'Annunzio al vaglio della critica
di Gian Luigi Lucini
Studio editoriale lombardo
1914 pagine 379

   





D'Annunzio Francia Léon Daudet Thovez D'Annunzio Hesse Camera Commissione Istruzione Pubblica Temps Frantz Jourdain Sindacato Stampa Artistica Codice