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      Odora il marciapiede e l'acqua profumata del bagno recente; evoca canagliescamente la quadrantaria all'agguato ed in caccia del cliente; sa tirar di coltello". Esse sono che loscheggiano, cachinneggiando con insolenza, espongono le loro acconciature color zafferano; impiumate, accendono la larga bocca col carmino, li occhi piccoli col bistro; si mettono al mercato su divanetti, sotto camicie succinte e rialzate sui fianchi; esse, le belle ragazze del dicterion elegante, esse, la Bellezza-Peccato verso cui balzando la libidine accorre, come un polledro inuzzolito, nitrendo. "Amore(97) mi tiranneggia. E gią le palpito in braccio, e dileguo entro lei ed anche il sogno dilegua".
      Il giorno chiaro, l'alba lucente e lucida, le ore dell'uomo che lavora pensa e vuole, non le ore oscure e passive, vincono il succubo, lo annullano, ritornano il sognatore spaventato alla realtą. "Su via, vieni tra i tuoi fratelli, dopo la palingenesi, scrivi il nuovo testamento. L'umanitą confessa e l'uno e l'altro documento e ne deriva: ma canta la speranza, la caritą, l'amore di nuovo e sorgi, con noi, non pił, a soffrine ma a combattere per essere pił buoni, pił belli, pił sinceri".
      La Desinenza in A, fu, nella vita letteraria(98) di Carlo Dossi, quel che si dice un avvenimento. Si era ai bei giorni della guerra tra idealisti e realisti, guerra gioconda, allietata dalla feconditą straordinaria degli spropositi, che i giovinetti - obliosi di Senofonte e di Euclide - allegramente si scaraventano in faccia


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L'ora topica di Carlo Dossi
Saggio di critica integrale
di Gian Luigi Lucini
Editore Nicola & C Varese
1911 pagine 242

   





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