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      Ed enormizza i suoi difetti davanti alla scrupolosa rassegna del suo esame di coscienza; com'egli, malato imaginario, parevagli di sentire l'avvicinarsi della agonia, e, sospeso, soffocato dalla imminenza, diveniva di sè stesso il tormentatore emerito, mentre il suo polso numerava battute isocrone, i suoi polmoni respiravano in ritmo, il suo cervello auscoltava il fenomeno della autosuggestione, notandone le fasi per un bozzetto del Campionario.
      Allora e dianzi egli, esagerando, errava addolorandosi di chimere. Abituato alla società di chiarissimi ingegni, al contatto ed all'attrito de' quali, in reciproca emulazione, si raffinava allenandosi a sempre nuove audacie, il disertare dalle lettere, l'immettersi per altra via, lo portarono in un deserto, in cui, unica voce a rispondergli, l'eco della sua. Concentrò la sottigliezza; lambiccò un'altra volta, sino alla morbosità, la essenza singolarissima; e, non badando che a sè, non uscendo nel mondo, che lo circondava e che pur riteneva memoria del suo passaggio ed impronta del suo pollice, si è creduto dimenticato. Certo, con lui e dietro di lui, non erano interessi da soddisfare, non ambizioni, che, agevolando la sua, potessero avvantaggiarsi, ma l'affetto semplice, l'amicizia che non ha prezzo, ed è perciò esemplarmente gratuita anzi, quanto meno rimunerata, più profonda. - Nessuna ditta editrice aveva assunto, in blocco, il monopolio sfruttatore del suo ingegno; nessun incettatore di genialità era venuto a proporglisi come impresario, per cartellonarlo, in vedetta, sulli angoli delle vie per farne strombazzare il nome da tutti i lestofanti, che quando meno intendono, più forte sbraitano nell'arringo piazzajuolo.


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L'ora topica di Carlo Dossi
Saggio di critica integrale
di Gian Luigi Lucini
Editore Nicola & C Varese
1911 pagine 242

   





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