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      Pura, magra, eretta; imita la Venere di Milo; ma le sue mani non coprono; foggiate a conchiglia esprimono il frutto d'amore: attende. È ben vero che la leggenda seguita macabramente: Hi-djin che la possederà all'alba in ogni parte, la lascerà saziata, ma esanime, nuda sotto la capigliatura rialzata sulla nuca ed aspra e pungente di spilloni phallici; nuda e morta, sul letto nuziale ed esiziale.
      Questa non è pornografia, è una discesa oscura nelle profondità dell'anima, è l'attrazione irresistibile verso le complicazioni erotiche, è una cerebrazione, isterica se vogliamo, ma misteriosa ed affascinante. Il Rops, per noi occidentali, seppe solo darci un equivalente grafico.
      La Lussuria e la Morte. «C'est une tête de mort avec une couronne de roses; elle domine un torse de femme d'une blancheur nacrée et, dessous, un linceul étoilé fait comme une queue. Et tout le corps ondule à la manière d'un ver gigantesque qui se tiendrait debout».
      La mia cortina scarlatta scende sopra le parole della Tentation, malinconicamente. Penso, che con tutto questo elemento di vera arte, di vera poesia, di sublime grottesco, quando abbiamo voluto saccheggiare per l'oriente, ci venne fuori una clorotica Iris anodina, in cui il facitore del libretto non seppe che delibare distrattamente sopra ai fiori del the ed il maestro accoppiar crome e grovigli musicali senza rispetto alla psicologia, all'etica ed all'arte dei celesti.
      [In «L'Italia del Popolo», a. X, n. 302, 27-28 ottobre 1901.]I VENTI ED UN GIORNO D'UN NEVRASTENICO


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Scritti critici
di Gian Luigi Lucini
pagine 354

   





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