Pagina (161/354)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Ed egli, che regge unico lo Stato, dinanzi a proposte di disposizioni e di ordinamenti nuovi rispondeva: «Signore, l'uomo domanda che lo si lasci quieto»; per cui, al secondo articolo dell'unica legge, non ammesso né contemplato da nessun codice civile moderno, non si aggiunse mai un terzo ingombrante e suppletorio imperativo.
      Roi Pausole ha pure un harem, dove si contengono trecento sessantacinque bellezze, una per giorno, ed un'ultima, sessantasei, per li anni bisestili. Tra le sue donne, il buon re dimentica la strada al ciliegio della giustizia. Roi Pausole ha il sentimento assai vivo dell'irreparabile e sceglie né una cravatta, né una sposa, né chiude una finestra; remissivo di equità, per cui la natura può agire liberamente, liberamente l'uomo manifestarsi.
      Ma, un caso curioso e sfortunato turba la pace e l'armonia del regno. Un intreccio alla Mademoiselle Maupin spinge ad abbandonare la casa paterna e principesca, la bianca Aline, stregata dalli occhi di una Mirabella danzatrice parigina, illustre di qualche altro aggettivo un poco meno coreografico, se pur grazioso. Ed il caso e la ventura portano il re, Giglio e Taxis consiglieri, a viaggiare in traccia della fuggitiva principessa, per il paese.
      Dove scorgono moltissime cose; che per la campagna le fattorie risplendono di porcellane e di ferri dorati nelle costruzioni, seguendo una estetica novissima, consolidata dalle critiche e dai suggerimenti di Paul Adam, di Zola e di Huysmans, e che queste fattorie sono tenute con cura ed immunizzate dalle ultime scoperte dell'antisepsi, come un laboratorio Pasteur.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Scritti critici
di Gian Luigi Lucini
pagine 354

   





Stato Pausole Pausole Mademoiselle Maupin Aline Mirabella Giglio Taxis Paul Adam Zola Huysmans Pasteur