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      Miranda e le sue lettrici aspettano il Don Juan; il pessimo stile concorre a farmi disamare la favola.
      Poi, a pretesto di paesaggi-stato-d'anima, trovammo Valsolda; versi, non poesia; però che comunemente ha nome di verso quella riga tipografica di diversa misura, in cui si ritrova un numero prestabilito di accenti su tante sillabe predisposte a riceverli, e si incomincia a scriverla con una maiuscola a dispetto delle logiche interpunzioni: righe su cui Fogazzaro miracoleggiò di ritmo, di imagini, di lirica. In prosodia di tal fatta leggemmo traduzioni di brumose nenie nuziali e forestiere; sfoghi della sua anima credente, cosí:
      Se, chiusami l'ira nei nervi,
      Opposi superbo agli avversiIl tacito sprezzo del cuore;
      donde, ahimé, codeste rinuncie troppo costarono all'organismo.
      Versicoli: ben altra è poesia: se non volete accettare la mia definizione, cui spesse volte ho impiegato nel non conosciuto mio Verso Libero, vi sia ottima almeno questa del venerando ed insospettato vegliardo Roberto Ardigò: Poesia? Magia di parole. Musica di versi. Incanto di imagini. Festa di sentimenti. Cercate in Fogazzaro questi quattro essenziali elementi della lirica. Egli dimostrerà che puossi compor terzine o sonetti e ballate e tutte le strofe di tutti i metri, semiritmi compresi, facendone senza: le sue esercitazioni non si scompaiano da quelle di un abatino rosminiano, che mal' abbia assimilato Tommaseo; nulla di sincero, di provato, d'intimamente umano: perciò, contro di lui, F. T. Marinetti ha potuto avventare il postremo battesimo, tra i ribelli dell'arte divenuto proverbiale: e li Imbecilli possono oggi piangere il massimo loro cantore.


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Scritti critici
di Gian Luigi Lucini
pagine 354

   





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