Pagina (76/330)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Se talor con la man percuoti a casoDel proprio corpo qualsivoglia parte,
      Ond'è mestier che de' principii primiSian pur molto fra lor varie le forme,
      Che vari sensi han di produr possanza.
      Al fin; le cose che più dure e denseSembrano agli occhi nostri è d'uopo al certo
      Ch'abbiano adunchi i propri semi e quasiRamosi e l'un con l'altro uniti e stretti;
      Tra le quai senza dubbio il primo luogoHanno i diamanti a disprezzare avvezzi
      Ogni urto esterno, e le robuste selciE 'l duro ferro e 'l bronzo il qual percosso
      Suol altamente rimbombar ne' chiostri.
      Ma quel ch'è poi di liquida sostanzaConvien che fatto di rotondi e lisci
      Principii sia; poichè fra lor frenarsiNon ponno i suoi viluppi e verso il basso
      Han volubile il corso. In somma tuttoCiò che fuggirsi in un sol punto scorgi,
      Com'il fumo e la nebbia il foco e 'l vento,
      Se men degli altri hanno rotondi e lisciI lor primi principii, è forza al meno
      Ch'e' non gli abbian ritorti e strettamenteL'un con l'altro congiunti, acciò sian atti
      A punger gli occhi e penetrar ne' sassiSenza che stiano avviticchiati insieme:
      Il che vede ciascuno esser concessoDi conoscere a' sensi, onde tu possa
      Apprender facilmente ch'e' non sonoFatti d'adunchi, ma d'acuti semi.
      Ma che amari tu vegga i corpi stessiChe son liquidi e molli, a punto come
      È del mare il sudor, non dèi per certoMeraviglia stimar: poichè, quantunque
      Sia ciò ch'è molle di rotondi e lisciSemi composto, nondimen fra loro
      Doloriferi corpi anco son misti:
      Nè per ciò fa mestier ch'e' siano adunchiE l'un l'altro intrigati, ma più tosto


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Della natura delle cose
di Tito Lucrezio Caro
Casa Editrice Sonzogno Milano
1909 pagine 330