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      Bruttarsi il corpo, pel contrario, innanziFu che per l'aria i dardi a volo andassero:
      Pria natura insegnò che da schivarsiEran le piaghe; e poi l'arte maestra
      Le corazze inventò, gli elmi e gli scudi.
      Et è molto più antico il dar quïeteAlle membra già stanche o su la dura
      Terra o sull'erbe molli all'aria aperta,
      Che 'l nutrirne a grand'agio in piume al rezzo:
      E prima a dissetar l'arsicce fauciLa man concava usammo e l'onde fresche
      Che le tazze d'argento e 'l vin di Creta.
      Dunqu'è ben ragionevole che fattoPer l'uso sia ciò che dall'uso è nato:
      Ma tal non è quel che prodotto innanziFu che dell'util suo notizia desse,
      Come principalmente esser veggiamoLe membra e' sensi: ond'incredibil parmi
      Che per utile nostro unqua potesseLa natura crear le membra e i sensi.
      Similmente parer cosa ammirandaNon dee che cerchi ogni animale il proprio
      Vitto e senz'esso a poco a poco manchi.
      Perch'io, se ben sovvienti, ho già dimostroChe da tutte le cose ogn'or traspirano
      Molti minimi corpi in molti modi:
      Ma forz'è pur che in maggior copia assaiLi convenga esalar dagli animali
      Che son dal moto affaticati e stanchi:
      Senza che molti per sudore espressiSon dall'interne parti, e molti sfumano
      Dalle fauci anelanti e sitibonde.
      Or quindi il corpo rarefassi, e tuttaLa natura vien men: quindi il dolore
      Si crea; quindi i viventi amano il ciboPer ricrear le forze e sostenere
      Le membra e per le vene e per le viscereSedar l'ingorda fame. Il molle umore
      Penetra similmente in tutti i luoghiChe d'umor han bisogno; e dissipando
      Molti caldi vapor che radunati


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Della natura delle cose
di Tito Lucrezio Caro
Casa Editrice Sonzogno Milano
1909 pagine 330

   





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