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      Qui fatta un poco di pausa soggiunse l'eccellente Dottore:
      Due sono le bellezze, delle quali si vede qualche uomo andare adorno; l'una è dell'animo, l'altra è del corpo. Quale sia quella dell'animo voi lo sapete, quale parimenti quella del corpo egli vi è pur troppo chiaro. Adunque imitiamo qui l'arte, scimia della natura, la quale si attacca per lo più in sul principio alle cose men perfette e men difficili, e cose pian piano trapassa alle più perfette e più difficili. Voler ritrarre una beltà esteriore, pare a me che vi sia un peso molto più lieve assai che non è quello di voler ritrarre una interiore. E però se piace a voi, piacerà a me dal bello di fuori incominciare a formar questa donna prima che da quello di dentro, il quale, alla perfezione che le cerchiamo e procuriamo di dare, è necessarissimo.
      Così detto, ebbe risposta il signor Dottore quale aspettava cioè di cominciar la donna esteriormente; il perchè egli così riprese il parlar suo:
      Principiando io questa donna esteriormente, dico che il principio può esser difforme, altri da questa, altri da quella parte incominciando; ma io in ciò poco mi curo, e vo' cominciare dai capelli primieramente; e siccome in prima tolgo questi, così io giudico essi in una donna la più importante parte essere di qualunque altra, che, per dire il vero, senz'ella sarebbe tale e quale senza fior prato, o senza gemma anello; ella sarebbe tale e quale una selva spogliata del suo onore, o un rivo senza il suo corso; ella sarebbe finalmente tale quale alcune volte si vede essere la notte senza le stelle, e il giorno senza il sole, che lo suole così vago e così ragguardevole far divenire a noi, che lo rimiriamo.


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Il libro della bella donna
di Federico Luigini da Udine
L'Aristocratica Editrice Milano
1925 pagine 114

   





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