Pagina (1036/1707)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Il Re li pregava, a nome della lealtà loro, a compiacerlo nella sola cosa che gli stesse a cuore. Diceva andarci dell'onor suo; le leggi fatte sotto il suo predecessore da Parlamenti faziosi contro i Cattolici Romani, avere avuto di mira lui solo; tali leggi avergli inflitta una macchia, averlo espulso dall'Ammiragliato e dal Consiglio Privato; avere egli diritto che tutti coloro dai quali era amato e riverito, dovessero cooperare ad abrogare quelle leggi. Come si accôrse che i rappresentanti rimanevano duri alle sue esortazioni, si mise ad intimidirli e a corromperli. A coloro che ricusarono di cedere alle sue voglie, fu a chiare note detto, che non dovevano aspettarsi il più lieve segno della grazia sovrana. Per quanto ei fosse spilorcio, aperse e profuse i suoi tesori. Parecchi di coloro, ch'erano stati invitati a conferire con lui, uscirono dalle regie stanze con le mani piene d'oro dato dal Re stesso.
      XXV. I Giudici, che a quel tempo facevano il giro ufficiale di primavera, ebbero ordine di vedere quei rappresentanti che rimanevano in provincia, e investigare i loro intendimenti. Il risultamento di tali investigazioni fu, che la grande maggioranza della Camera de' Comuni era risolutamente decisa ad opporsi alle misure della Corte(837). Fra coloro la cui fermezza destò universale ammirazione, si rese notevole Arturo Herbert, fratello del Capo Giudice, rappresentante di Dover, Maestro Guardaroba e Contrammiraglio d'Inghilterra. Arturo Herbert era molto amato da' marinai, ed aveva voce d'essere uno de' migliori ufficiali appartenenti al ceto aristocratico.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Storia d'Inghilterra
di Thomas Babington Macaulay
Editore Felice Le Monnier Firenze
1859 pagine 1707

   





Parlamenti Cattolici Romani Ammiragliato Consiglio Privato Giudici Camera Comuni Corte Arturo Herbert Capo Giudice Dover Maestro Guardaroba Contrammiraglio Inghilterra Herbert