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      E veramente Oxford era in tale fermento che i Commissari vivevano inquieti. A' soldati fu fatto comandamento di caricare le loro carabine. Dicevasi che si fosse spedito a Londra un messo per affrettare l'arrivo d'un rinforzo di milizie. Ciò non ostante, non seguì alcun disturbo. Il Vescovo d'Oxford fu pacificamente istallato per procura: ma soli due membri del collegio erano presenti alla cerimonia. Numerosi segni indicavano che lo spirito di resistenza s'era sparso anco nella plebe. Il portinaio del collegio gettò via le chiavi; il camarlingo ricusò di cancellare dal libro delle spese il nome di Hough, e fu tosto cacciato. In tutta la città non fu possibile trovare un magnano che forzasse la serratura delle stanze del Presidente, e fu d'uopo che gli stessi servitori de' Commissari(912) rompessero le porte con barre di ferro. I sermoni recitati la susseguente Domenica nella chiesa dell'Università erano pieni di considerazioni tali, che Cartwright ne rimase ferito nel vivo; ma erano espresse con tal arte, ch'egli non potè mostrare ragionevole risentimento.
      A questo punto, ove Giacomo non fosse stato affatto accecato, le cose si sarebbero potute fermare. I Convittori generalmente non erano inchinevoli a spingere più oltre la resistenza. Opinavano che ricusando di assistere all'ammissione del Presidente intruso, porgerebbero sufficiente prova di rispetto agli statuti e ai giuramenti loro, e che, trovandosi egli in possesso dell'ufficio, potrebbero equamente riconoscerlo per loro capo, finchè una sentenza d'un tribunale competente lo rimovesse.


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Storia d'Inghilterra
di Thomas Babington Macaulay
Editore Felice Le Monnier Firenze
1859 pagine 1707

   





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