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      La Dichiarazione dei Diritti, comechè non rendesse legge ciò che per lo innanzi legge non era, conteneva i germi della legge che dette la libertà religiosa ai Dissenzienti, della legge che assicurò la indipendenza de' giudici; della legge che limitò la durata de' Parlamenti, della legge che pose la libertà della stampa sotto la protezione dei Giurati, della legge che vietò il traffico degli schiavi, della legge che abolì il giuramento religioso, della legge che liberò i Cattolici Romani dalle incapacità civili, della legge che riformò il sistema rappresentativo, d'ogni buona legge che è stata promulgata nello spazio di centosessanta anni, d'ogni buona legge in fine che quinci innanzi verrà reputata necessaria a promuovere il bene pubblico, e a soddisfare alle richieste della pubblica opinione.
      Il più grande encomio che possa farsi della Rivoluzione del 1688 sta nel dire che essa fu l'ultima delle nostre rivoluzioni. Ormai sono trascorse varie generazioni senza che nessuno Inglese assennato e animato di spirito patrio abbia fatto pensiero di resistere al Governo stabilito. Ogni onesto e savio uomo è profondamente convinto - convinzione ogni giorno riconfermata dalla esperienza - che i mezzi di ottenere qual si voglia miglioramento richiesto dalla Costituzione, si possano trovare nella Costituzione stessa.
      Ora, o giammai, dovremmo estimare di quale importanza sia la resistenza degli antichi nostri fatta alla Casa Stuarda. Dintorno a noi tutto il mondo è travagliato dal travaglio delle grandi nazioni.


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Storia d'Inghilterra
di Thomas Babington Macaulay
Editore Felice Le Monnier Firenze
1859 pagine 1707

   





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