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      Quella repubblica era allora fra gli stati cattolici quello che l'Olanda divenne fra i protestanti. Essa era stata e continuava ad essere rinomata per le sue stamperie (164); e mentre le lettere erano in altre parti coltivate per se stesse, o per favorire la vanità de' Mecenati, ivi furono promosse come utili, e formanti un ramo non sterile di commercio. I libri de' protestanti svizzeri e tedeschi erano consegnati ai mercati veneti, che li spargevano per l'Italia (165), e fu in Venezia dove principalmente uscirono alla stampa le versioni della Bibbia, e di altri libri di religione in lingua volgare. Abbiamo già detto che i primi scritti di Lutero furono letti a Venezia appena pubblicati. In una lettera scritta l'anno 1528, il riformatore dice ad un amico: "Voi mi recate molta gioja, partecipandomi, che i Veneziani ricevono la parola di Dio. Sia lodato e ringraziato Iddio (166)." Nell'anno seguente, egli era in corrispondenza con Giovanni Ziegler, uomo dotto, che godeva in Venezia di una grande autorità, e favoriva la grand'impresa della riforma religiosa, benchè non [108] si fosse mai raccolto sotto il nuovo stendardo (167). Ziegler aveva spedito da Venezia a Wittemberg il suo fratello adottivo, Teodoro Veit (168), che fece per qualche tempo da segretario o amanuense a Lutero, e poi divenne ministro di Nurimberga. Questo è colui tanto spesso menzionato nelle lettere di Melantone col nome di Teodoro Vito, pel mezzo di cui questo riformatore acquistò principalmente le sue cognizioni relative ai protestanti d'Italia (169).


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Istoria del progresso e dell'estinzione della Riforma in Italia nel secolo sedicesimo
di Thomas MacCrie
Tipogr. Lavagnino Genova
1858 pagine 449

   





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