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      Assoggettava i colpevoli ricchi a penitenze private, e obbligava i poveri a pubbliche ritrattazioni. Sul principio pochi, e i soli più deboli si manifestarono, o dissero qualche cosa a carico degli amici; ma infine tutti furono presi dalla costernazione, e ognuno tremava, che il suo vicino corresse per paura a dar informazione prima di lui. Non furono più rispettati i vincoli nè di gratitudine, nè di parentela. Il figlio denunziava il padre, la moglie il marito, il dipendente il suo padrone. Tirando partito dallo stato agitato dello spirito pubblico, Grigione montò sul pulpito della cattedrale di Capo d'Istria, in un giorno di gran festa; e dopo aver celebrata la messa, aringò alla gente ivi affollata: "Voi vedete le calamità che da qualche anno vi piombano sul capo. Ora vi è mancata la raccolta dei grani, ora degli olivi, ora delle viti; siete stati colpiti nel vostro bestiame, in tutte le vostre sostanze. A che debbono mai attribuirsi lutti questi mali? Al vostro vescovo, e agli altri eretici fra voi; nè potete mai sperare di essere alleggeriti da queste miserie, se non quando costoro saranno [255] puniti. Perchè non vi levate in massa e non li lapidate?" Il basso popolo ignorante, e sbigottito, fu tanto acceso da quelle parole, che Vergerio stimò necessario di nascondersi. In mezzo a questa confusione il vescovo di Pola morì, non senza sospetto di esser stato avvelenato (389). Suo fratello si allontanò, e si rifugiò a Mantova dal suo protettore il cardinal Gonzaga, che presto lo congedò, in seguito delle rimostranze del famoso Della Casa, nunzio del papa a Venezia.


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Istoria del progresso e dell'estinzione della Riforma in Italia nel secolo sedicesimo
di Thomas MacCrie
Tipogr. Lavagnino Genova
1858 pagine 449

   





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