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      (614) Ritornato nei Grigioni fissò la sua dimora nella valle di Misocco, parte del paese immersa nella più crassa ignoranza, dove fu estremamente utile nel doppio carattere di maestro, e di predicatore fino al 1561, quando per opera del cardinal Borromeo venne espulso, o si ritirò a Chiavenna.(615)
      Ochino fu la persona scelta per successore di Beccaria a Zurigo. Egli, lasciata la patria(616), era restato per qualche tempo a Ginevra, dove si acquistò la stima di Calvino (617); ma vedendo preclusa ogni via di occuparsi, perchè non era dotto, che nella lingua italiana, nè alcuno de' suoi compatriotti era andato a quella città si diresse a Basilea collo scopo di stamparvi alcune delle sue opere, e di là passò ad [424] Augusta. I magistrati di questa città lo nominarono predicatore italiano coll'annuale stipendio di duecento fiorini, parte per provvedere al suo sostentamento, parte per far cosa grata ai mercanti, ed altri abitanti, che sapevano quella lingua.(618) Per conseguenza cominciò a predicare sulle Epistole di San Paolo, nella chiesa di Sant'Anna, ad una numerosa udienza, concorsa per la curiosità, e per il grido sparso della sua eloquenza. Per soddisfare quei, che non capivano la lingua, le sue prediche furono tradotte, e stampate in tedesco. Ma l'imperatore Carlo V, in luglio del 1547, portatosi ad Augusta colla sua armata, domandò che gli fosse consegnato Ochino; questi, avvisato in tempo, fuggì a Costanza con Francesco Stancari di là passando per Basilea, giunse a Strasburgo.


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Istoria del progresso e dell'estinzione della Riforma in Italia nel secolo sedicesimo
di Thomas MacCrie
Tipogr. Lavagnino Genova
1858 pagine 449

   





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