Pagina (332/449)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Una simile condotta era molto approvata fra gli antichi, ed ha onorato il nostro secolo, quanto quello che l'ha preceduto. Mi vien detto che Gioviano Pontano abbia fatto l'elogio degli studj di tutti, niuno maltrattando, nè in pubblico, nè in privato. M. Sabellico non ha voluto vendicarsi dei suoi oppositori lasciando di ritorcere contro di essi i loro più violenti, e maliziosi moteggi, benchè non mancasse di grazia, e di un bello stile magnifico, marca di buon carattere, che ha portato alcuni critici più che severi a stimare troppo bassamente i suoi talenti. Pomponio Leto, romano, non si è curato di entrare in lizza con quei, che l'avevano ingiustamente offeso con le loro calunnie. Per passare sotto silenzio tanti altri dei nostri tempi, Nicola Leonico, e Giacomo Sadoleti non sono eglino luminosi esempi di modestia, e di sofferenza? Ma con rispetto ai Filelfi, ai Poggi a Valle, [473] ed altri (perchè sono ben lungi dal nominare alcuno d'oggidì), quali contumelie non hanno essi proferite contro i loro antagonisti in diffamazione del loro carattere? Voi però vi contentate semplicemente di dire i nomi di quelle persone, che secondo voi si sono allontanate dalla purità della religione, e trattate gli articoli, che condannate, con diligenza, e dolcezza. Quanto alla questione per se stessa, onde poterla considerare con maggior attenzione, dirò con vostro permesso quello, che mi si è presentato in opposizione ai vostri sentimenti, e mi lusingo, che lo prenderete in buona parte, facendo osservazione secondo la vostra pietà e dottrina, se mai io adduca qualche cosa in favore della parte avversa.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Istoria del progresso e dell'estinzione della Riforma in Italia nel secolo sedicesimo
di Thomas MacCrie
Tipogr. Lavagnino Genova
1858 pagine 449

   





Gioviano Pontano Sabellico Leto Nicola Leonico Giacomo Sadoleti Filelfi Poggi Valle