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      E' si ottiene con l'impeto e con l'audacia
      molte volte
      quello che con modi ordinarii
      non si otterrebbe mai.
     
     
      Essendo i Sanniti assaltati dallo esercito di Roma, e non potendo con lo esercito loro stare alla campagna a petto ai Romani, diliberarono lasciare guardate le terre in Sannio e di passare con tutto lo esercito loro in Toscana, la quale era in triegua con i Romani; e vedere, per tale passata, se ei potessono con la presenzia dello esercito loro indurre i Toscani a ripigliare l'armi; il che avevano negato ai loro ambasciadori. E nel parlare che feciono i Sanniti ai Toscani, nel mostrare, massime, qual cagione gli aveva indotti a pigliare l'armi, usarono uno termine notabile, dove dissono: «rebellasse, quod pax servientibus gravior, quam liberis bellum esset». E così, parte con le persuasioni, parte con la presenza dello esercito loro, gl'indussono a ripigliare l'armi. Dove è da notare che quando uno principe desidera ottenere una cosa da uno altro, debbe, se la occasione lo patisce, non gli dare spazio a diliberarsi, e fare in modo che vegga la necessità della presta diliberazione; la quale è quando colui che è domandato vede che dal negare o dal differire ne nasca una subita e pericolosa indegnazione.
      Questo termine si è veduto bene usare ne' nostri tempi da papa Iulio con i Franciosi, e da monsignore di Fois capitano del re di Francia col marchese di Mantova: perché papa Iulio, volendo cacciare i Bentivogli di Bologna, e giudicando, per questo, avere bisogno delle forze franciose, e che i Viniziani stessono neutrali; ed avendone ricerco l'uno e l'altro, e traendo da loro risposta dubbia e varia; diliberò col non dare loro tempo fare venire l'uno e l'altro nella sentenza sua: e partitosi da Roma con quelle tante genti ch'ei poté raccozzare, ne andò verso Bologna; ed ai Viniziani mandò a dire che stessono neutrali, ed al re di Francia, che gli mandasse le forze.


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Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio
di Niccolò Machiavelli
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