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      E chi leggerà la orazione gli fece contro Publio Sempronio tribuno della plebe, vi noterà tutte le insolenzie appiane, e tutte le bontà ed umanità usate da infiniti cittadini per ubbidire alle leggi ed agli auspicii della loro patria.
     
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      Che uno buono cittadino
      per amore della patria
      debbe dimenticare le ingiurie private.
     
     
      Era Marzio consolo con lo esercito contro ai Sanniti, ed essendo stato in una zuffa ferito, e per questo portando le genti sue pericolo, giudicò il Senato essere necessario mandarvi Papirio Cursore dittatore per sopperire ai difetti del consolo. Ed essendo necessario che il Dittatore fosse nominato da Fabio, quale era consolo con gli eserciti in Toscana; e dubitando, per essergli nimico, che non volesse nominarlo; gli mandarono i Senatori due ambasciadori a pregarlo, che, posto da parte i privati odii, dovesse per beneficio publico nominarlo. Il che Fabio fece, mosso dalla carità della patria; ancora che col tacere e con molti altri modi facesse segno che tale nominazione gli premesse. Dal quale debbono pigliare esemplo tutti quelli che cercano di essere tenuti buoni cittadini.
     
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      Quando si vede fare
      uno errore grande a uno nimico,
      si debbe credere
      che vi sia sotto inganno.
     
     
      Essendo rimaso Fulvio Legato nello esercito che e' Romani avevano in Toscana, essendo ito il Consolo per alcune cerimonie a Roma, i Toscani, per vedere se potevano avere quello alla tratta, posono uno aguato propinquo a' campi romani, e mandarono alcuni soldati con veste di pastori con assai armento, e li feciono venire alla vista dello esercito romano: i quali così travestiti si accostarono allo steccato del campo; onde che il Legato, maravigliatosi di questa loro presunzione, non gli parendo ragionevole, tenne modo ch'egli scoperse la fraude; e così restò il disegno de' Toscani rotto.


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Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio
di Niccolò Machiavelli
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