Pagina (173/526)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
     
      14
     
     
      Mentre che costoro ad occupare la republica si preparavano, questo loro disegno pervenne a notizia de' Signori: per la qual cosa ebbono uno Simone dalla Piazza nelle mani, da il quale intesono tutta la congiura, e come il giorno seguente volevono levare il romore. Onde che, veduto il pericolo, ragunorono i Collegi e quelli cittadini che insieme con i sindachi delle Arti l'unione della città praticavano (e avanti che ciascuno fusse insieme era già venuta la sera), e da quelli i Signori furono consigliati che si facessero venire i consoli delle Arti: i quali tutti consigliorono che tutte le genti d'arme in Firenze venire si facessero, e i gonfalonieri del popolo fussero la mattina, con le loro compagnie armate in Piazza. Temperava l'oriolo di Palagio, in quel tempo che Simone si tormentava e che i cittadini si ragunavano, uno Niccolò da San Friano; e accortosi di quello che era, tornato a casa, riempié di tumulto tutta la sua vicinanza; di modo che, in un subito, alla piazza di Santo Spirito più che mille uomini armati si ragunorono. Questo romore pervenne agli altri congiurati; e San Piero Maggiore e San Lorenzo, luoghi deputati da loro, di uomini armati si riempierono. Era già venuto il giorno, il quale era il 21 di luglio, e in Piazza, in favore de' Signori, più che ottanta uomini d'arme comparsi non erano; e de' gonfalonieri non ve ne venne alcuno, perché, sentendo essere tutta la città in arme, di abbandonare le loro case temevono. I primi che della plebe furono in Piazza furono quelli che a San Piero Maggiore ragunati s'erano; allo arrivare de' quali la gente d'arme non si mosse.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Istorie fiorentine
di Niccolò Machiavelli
pagine 526

   





Simone Piazza Collegi Arti Arti Firenze Piazza Palagio Simone Niccolò San Friano Santo Spirito San Piero Maggiore San Lorenzo Piazza Piazza San Piero Maggiore