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      Donde che i Volterrani mandorono alla Signoria a dolersi della cosa, di modo che gli uffiziali, sdegnati, ne missono diciotto di loro in prigione. Questo fatto fece assai sdegnare i Volterrani; pure, avendo rispetto alli loro prigioni, non si mossono.
     
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      In questo tempo Giovanni de' Medici ammalò, e cognoscendo il male suo mortale, chiamò Cosimo e Lorenzo suoi figliuoli, e disse loro: - Io credo essere vivuto quel tempo che da Dio e dalla natura mi fu al mio nascimento consegnato. Muoio contento, poi che io vi lascio ricchi, sani, e di qualità che voi potrete, quando voi seguitiate le mie pedate, vivere in Firenze onorati e con la grazia di ciascuno. Perché niuna cosa mi fa tanto morire contento, quanto mi ricordare di non avere mai offeso alcuno, anzi più tosto, secondo che io ho potuto, benificato ognuno. Così conforto a fare voi. Dello stato, se voi volete vivere securi, toglietene quanto ve n'è dalle leggi e dagli uomini dato; il che non vi recherà mai né invidia né pericolo, perché quello che l'uomo si toglie, non quello che all'uomo è dato, ci fa odiare, e sempre ne arete molto più di coloro che, volendo la parte d'altri, perdono la loro, e avanti che la perdino vivono in continui affanni. Con queste arti io ho, intra tanti nimici, intra tanti dispareri, non solamente mantenuta, ma accresciuta la reputazione mia in questa città. Così, quando seguitiate le pedate mie, manterrete e accrescerete voi. Ma quando facesse altrimenti, pensate che il fine vostro non ha ad essere altrimenti felice che si sia stato quello di coloro che, nella memoria nostra, hanno rovinato sé e destrutta la casa loro -. Morì poco di poi, e nello universale della città lasciò di sé uno grandissimo desiderio, secondo che meritavano le sue ottime qualità. Fu Giovanni misericordioso; e non solamente dava lemosine a chi le domandava, ma molte volte al bisogno de' poveri, sanza esser domandato, soccorreva.


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Istorie fiorentine
di Niccolò Machiavelli
pagine 526

   





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