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      Mostrò Astorre di accettare le offerte; di poi fece occupare alle sue genti tutti i passi e luoghi forti della valle, e fece ragunare gli uomini nel principale tempio loro; e di poi gli prese tutti prigioni, e alle sue genti fe' saccheggiare e destruggere tutto il paese, con esemplo crudele e avaro, non perdonando a luoghi pii, né a donne, così vergini come maritate. Queste cose, così come le erano seguite, si seppono a Firenze, e dispiacquono non solamente a' magistrati, ma a tutta la città.
     
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      De' Seravezzesi alcuni, che dalle mani del Commissario s'erano fuggiti, corsono a Firenze, e per ogni strada e ad ogni uomo narravano le miserie loro; di modo che, confortati da molti desiderosi che si punisse il Commissario, o come malvagio uomo, o come contrario alla fazione loro, ne andorono a' Dieci e domandorono di essere uditi. E intromessi, uno di loro parlò in questa sentenza: - Noi siamo certi, magnifici Signori, che le nostre parole troveranno fede e compassione appresso le Signorie vostre, quando voi saprete in che modo occupasse il paese nostro il commissario vostro, e in quale maniera di poi siamo stati trattati da quello. La valle nostra, come ne possono essere piene le memorie delle antiche cose vostre, fu sempremai guelfa, ed è stata molte volte uno fedele ricetto a' cittadini vostri, che, perseguitati da' Ghibellini, sono ricorsi in quella. E sempre gli antichi nostri e noi abbiamo adorato il nome di questa inclita republica, per essere stata capo e principe di quella parte; e in mentre che i Lucchesi furono guelfi, volentieri servimmo allo imperio loro; ma poi che pervennero sotto il tiranno, il quale ha lasciati gli antichi amici e seguite le parti ghibelline, più tosto forzati che volontari lo abbiamo ubbidito; e Dio sa quante volte noi lo abbiamo pregato che ci desse occasione di dimostrare l'animo nostro verso l'antica parte.


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Istorie fiorentine
di Niccolò Machiavelli
pagine 526

   





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