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      Donde che sanza alcuno rispetto crebbono i malvagi umori; e messer Rinaldo, parendogli essere rimaso solo principe della Parte, non cessava di pregare e infestare tutti i cittadini i quali credeva potessero essere gonfalonieri, che si armassero a liberare la patria di quello uomo che di necessità, per la malignità di pochi e per la ignoranza di molti, la conduceva in servitù. Questi modi tenuti da messer Rinaldo, e quelli di coloro che favorivano la parte avversa, tenevano la città piena di sospetto; e qualunque volta si creava uno magistrato, si diceva publicamente quanti dell'una e quanti dell'altra parte vi sedevano; e nella tratta de' Signori stava tutta la città sollevata. Ogni caso che veniva davanti a' magistrati, ancora che minimo, si riduceva fra loro in gara; i secreti si publicavano; così il bene come il male si favoriva e disfavoriva; i buoni come i cattivi ugualmente erano lacerati; niuno magistrato faceva l'ufizio suo. Stando adunque Firenze in questa confusione, e messer Rinaldo in quella voglia di abbassare la potenza di Cosimo, e sapendo come Bernardo Guadagni poteva essere gonfaloniere, pagò le sue gravezze, acciò che il debito publico non gli togliesse quel grado. Venutosi di poi alla tratta de' Signori, fece la fortuna, amica alle discordie nostre, che Bernardo fu tratto gonfalonieri per sedere il settembre e l'ottobre. Il quale messer Rinaldo andò subito a vicitare, e gli disse quanto la parte de' nobili e qualunque desiderava bene vivere si era rallegrato per essere lui pervenuto a quella dignità; e che a lui si apparteneva operare in modo che non si fussero rallegrati invano.


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Istorie fiorentine
di Niccolò Machiavelli
pagine 526

   





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