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      Ed egli, come gli pare essere invincibile con le armi, non vuole ancora essere vinto di cortesia, e quella liberalità che vede usare a noi verso di voi egli l'ha voluta superare; perché sa bene in quanti pericoli rimane la Toscana dopo la partita sua, e veggendo che noi abbiamo posposto alla salute vostra i pericoli nostri, ha voluto ancora egli posporre a quella i respetti suoi. Io vengo adunque a offerirvi il Conte con sette mila cavagli e dumila fanti, parato ad ire a trovare il nimico in ogni luogo. Pregovi bene, e così i miei Signori ed egli vi pregono, che, come il numero delle genti sue trapassa quelle con le quali per obligo debbe servire, che voi ancora con la vostra liberalità lo ricompensiate, acciò che quello non si penta di essere venuto a' servizi vostri, e noi non ci pentiamo di avernelo confortato -. Fu il parlare di Neri da quel Senato non con altra attenzione udito che si farebbe un oracolo, e tanto si accesono gli uditori per le sue parole, che non furono pazienti che il Principe, secondo la consuetudine, rispondesse, ma levati in piè, con le mani alzate, lagrimando in maggiore parte di loro, ringraziavano i Fiorentini di sì amorevole uffizio, e lui di averlo con tanta diligenzia e
      celerità esequito; e promettevano che mai per alcun tempo, non che de' cuori loro, ma di quelli de' descendenti loro non si cancellerebbe, e che quella patria aveva sempre ad essere comune a' Fiorentini e a loro.
     
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      Ferme di poi queste caldezze, si ragionò della via che il Conte dovessi fare, acciò si potesse di ponti, di spianate e di ogni altra cosa munire.


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Istorie fiorentine
di Niccolò Machiavelli
pagine 526

   





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