Pagina (482/526)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Dopo la quale conclusione, Batistino, con lo aiuto del castello e della parte, s'insignorì di Genova, e se ne fece, secondo il costume loro, doge; tanto che gli Sforzeschi e il signore Ruberto, cacciati del Genovese, con quelle genti che li seguirono ne vennono in Lunigiana. Donde che il Papa e il Re, veduto come e travagli di Lombardia erano posati, presono occasione da questi cacciati da Genova a turbare la Toscana di verso Pisa, acciò che i Fiorentini, dividendo le loro forze, indebolissero; e per ciò operorono, sendo già passato il verno, che il signore Ruberto si partisse con le sue genti di Lunigiana, e il paese pisano assalisse. Mosse adunque il signor Ruberto uno tumulto grandissimo, e molte castella del Pisano saccheggiò e prese, e infino alla città di Pisa predando corse.
     
      14
     
     
      Vennono, in questi tempi, a Firenze oratori dello Imperadore e del re di Francia e del re d'Ungheria, i quali dai loro principi erano mandati al Pontefice, i quali persuasono a' Fiorentini mandassero oratori al Papa, promettendo fare ogni opera con quello, che con una ottima pace si ponesse fine a questa guerra. Non recusorono i Fiorentini di fare questa esperienza, per essere apresso qualunque escusati, come per la parte loro amavano la pace. Andati adunque gli oratori, sanza alcuna conclusione tornorono. Onde che i Fiorentini, per onorarsi della reputazione del re di Francia poi che dagli Italiani erano parte offesi parte abbandonati, mandorono oratore a quel re Donato Acciaiuoli, uomo delle greche e latine lettere studiosissimo, di cui sempre gli antenati hanno tenuti gradi grandi nella città. Ma nel cammino, sendo arrivato a Milano, morì; onde che la patria, per remunerare chi era rimaso di lui e per onorare la sua memoria, con publiche spese onoratissimamente lo seppellì, e a' figliuoli esenzione, e alle figliuole dote conveniente a maritarle concesse; e in suo luogo, per oratore al Re, messer Guid'Antonio Vespucci, uomo delle imperiali e pontificie lettere peritissimo, mandò. Lo assalto fatto dal signore Ruberto nel paese di Pisa turbò assai, come fanno le cose inaspettate, i Fiorentini; perché, avendo da la parte di Siena una gravissima guerra, non vedevano come si potere a' luoghi di verso Pisa provedere; pure, con comandati e altre simili provisioni, alla città di Pisa soccorsono.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Istorie fiorentine
di Niccolò Machiavelli
pagine 526

   





Batistino Genova Sforzeschi Ruberto Genovese Lunigiana Papa Lombardia Genova Toscana Pisa Fiorentini Ruberto Lunigiana Ruberto Pisano Pisa Firenze Imperadore Francia Ungheria Pontefice Fiorentini Papa Fiorentini Fiorentini Francia Italiani Donato Acciaiuoli Milano Guid'Antonio Vespucci Ruberto Pisa Fiorentini Siena Pisa Pisa