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      Non di meno a' Colligiani non era sufficiente questo soccorso, per che, mancando delle loro cose necessarie, a dì 13 di novembre si dierono, con dispiacere de' Fiorentini e con massima letizia de' nimici, e massimamente de' Sanesi, i quali oltre al comune odio che portono alla città di Firenze, lo avevano con i Colligiani particulare.
     
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      Era di già il verno grande, e i tempi sinistri alla guerra, tanto che il Papa e il Re, mossi, o da volere dare speranza di pace, o da volere godersi le vittorie avute più pacificamente, offersono tregua a' Fiorentini per tre mesi, e dierono dieci giorni tempo alla risposta; la quale fu accettata subito. Ma come avviene a ciascuno, che più le ferite, raffreddi che sono i sangui, si sentono, che quando le si ricevono, questo breve riposo fece cognoscere più a' Fiorentini i sostenuti affanni. E i cittadini, liberamente e sanza rispetto, accusavano l'uno l'altro, e manifestavano gli errori nella guerra commessi: mostravano le spese invano fatte, le gravezze ingiustamente poste; le quali cose, non solamente ne' circuli, intra i privati, ma ne' consigli publici animosamente parlavano. E prese tanto ardire alcuno, che, voltosi a Lorenzo de' Medici, gli disse: - Questa città è stracca, e non vuole più guerra; - e per ciò era necessario che pensasse alla pace. Onde che Lorenzo, cognosciuta questa necessità, si ristrinse con quegli amici che pensava più fedeli e più savi, e prima conclusono, veggendo i Viniziani freddi e poco fedeli, il Duca pupillo e nelle civili discordie implicato, che fusse da cercare con nuovi amici nuova fortuna; ma stavano dubi nelle cui braccia fusse da rimettersi, o del Papa o del Re. Ed esaminato tutto, approvorono l'amicizia del Re, come più stabile e più secura: perché la brevità della vita de' papi, la variazione della successione, il poco timore che la Chiesa ha de' principi, i pochi rispetti che la ha nel prendere i partiti, fa che uno principe seculare non può in uno pontefice interamente confidare, né può securamente accomunare la fortuna sua con quello; perché chi è, nelle guerre e pericoli, del papa amico, sarà nelle vittorie accompagnato e nelle rovine solo, sendo il pontefice dalla spirituale potenza e reputazione sostenuto e difeso.


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Istorie fiorentine
di Niccolò Machiavelli
pagine 526

   





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