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      Onde che Agostino Fregoso, il quale aveva Serezana occupata, non gli parendo potere con le sue private forze sostenere tanta guerra, donò quella terra a San Giorgio. Ma poi che di San Giorgio e de' Genovesi si ha più volte a fare menzione, non mi pare inconveniente gli ordini e modi di quella città, sendo una delle principali di Italia, dimostrare. Poi che i Genovesi ebbono fatta pace con i Viniziani, dopo quella importantissima guerra che molti anni adietro era seguita infra loro, non potendo sodisfare quella loro repubblica a quelli cittadini che gran somma di danari avevono prestati, concesse loro l'entrate della dogana, e volle che, secondo i crediti, ciascuno, per i meriti della principale somma, di quelle entrate participasse infino a tanto che dal Comune fussero interamente sodisfatti; e perché potessero convenire insieme, il palagio il quale è sopra la dogana loro consegnorono. Questi creditori adunque ordinorono fra loro uno modo di governo, faccendo uno consiglio di cento di loro, che le cose publiche deliberasse, e uno magistrato di otto cittadini, il quale, come capo di tutti, le esequisse, e i crediti loro divisono in parti, le quali chiamorono Luoghi, e tutto il corpo loro in San Giorgio intitulorono. Distribuito così questo loro governo, occorse al comune della città nuovi bisogni, onde ricorse a San Giorgio per nuovi aiuti; il quale, trovandosi ricco e bene amministrato, lo poté servire; e il Comune allo incontro, come prima gli aveva la dogana conceduta, gli cominciò, per pegno de' danari aveva, a concedere delle sue terre.


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Istorie fiorentine
di Niccolò Machiavelli
pagine 526

   





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