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      minacciata d'esser ritenuta prigione in qualche parte delRegno. Di qui è che ella, intimorita, quando gli fu fatta la proposizione
      di restare in Svezia e spender quivi il suo appannaggio,
      subitamente se ne partì.
     
      La regina averebbe sposato il conte della Gardie, ma il cancelliereOxenstiern gli s'attraversò per obbligarla a sposare il suo
      figliuolo, su 'l capitale che faceva dell'autorità che aveva neglistati, senza l'approvazione de' quali è indubitato che ella non
      poteva maritarsi; e per la medesima ragione non volle mai acconsentireche sposasse Federico, figliuolo di Cristiano IV, re di Danimarca.
      La cabala poi del la Gardie fu quella che gli roppele sue misure, ond'egli, vedute le difficoltà, non vi s'impegnò
      di vantaggio. Anche il re Carlo Gustavo dopo la sua elezione,
      per voglia che effettivamente ei n'aveva, commesse a van derLinde di trattare con essa mentre ella stava per partire.
     
      E' bisogna sapere che la regina, pochi giorni avanti la sua renunzia,
      aveva mandato van der Linde all'inviato di Portogallo
      con un viglietto sigillato, in cui dichiarava di non riconoscerpiù il duca di Braganza che per un usurpatore, e che averebbe
      lasciato sufficientemente instrutto il suo successore delle ragionidi lasciare ogni pratica ed ogni commercio con esso, ordinandoli
      che non l'aprisse se non alla presenza <...>. La regina dunque rispose:
      Vediamo se il re ci vuol bene, e quel che sa far per noi.
      Ditegli che scacci via il portughese e rompa ogni commercio delsale". Il re sentendo questa risposta: "Costei, disse, ci minchiona:


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Relazioni di viaggio in Inghilterra Francia e Svezia
di Lorenzo Magalotti
pagine 427

   





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