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      La mattina era ancor più duro, benché non arrivasse a un pezzo alla durezza del ghiaccio ordinario, mentre per ogni poco che s’agitasse se n’andava in acqua. La figura delle scaglie era lunghetta e pochissimo larga, e tra esse v’erano tuttavia di moltissime parti fluide: quindi la massa era affatto distaccata dal vaso girandosi in esso liberamente. La superficie era piana senza alcuna prominenza, e in somma tutta la diversità consisteva in un’orditura più rada ed in un ripieno assai più fine che non è quello del ghiaccio ordinario.
     
      QUINTA ESPERIENZA
     
      È trita notizia quella che il ghiaccio non adopera più efficacemente colla sua freddezza che sparso di qualche sale. Intorno a ciò abbiamo di più osservato che sopra ogn’altro il sal armoniaco invigorisce la sua virtù, mentre veduto abbiamo uguali quantità della medesim’acqua d’ugual temperie in vasi di vetro simili di figura, capacità e sottigliezza, circondati da ugual quantità di ghiaccio polverizzato, onde ne rimanessero fasciati ugualmente, asperso il ghiaccio dell’uno col sal armoniaco e l’altro con ugual quantità di sal nitro non essersi agghiacciate in un medesimo tempo. Poiché quando un termometro di 100 gradi immerso nell’acqua che dovea gelarsi col nitro era a gradi 7½, un altro simile immerso in quella del sal armoniaco, postovi come l’altro a g. 20, era già sotto ai 5 e l’acqua avea cominciato a velare.
      S’è già detto in altre occasioni che non solamente i sali ma l’acquarzente ancora ha forza d’aiutar mirabilmente l’operazione del ghiaccio, la quale se oltre all’acquarzente s’aggiugnerà dì più il sale diverrà efficacissima.


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Saggi di naturali esperienze fatte nell'Accademia del Serenissimo Principe Leopoldo di Toscana e descritte dal Segretario di essa Accademia Lorenzo Magalotti
di Lorenzo Magalotti
pagine 165