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      Con questi cenni mi onoro di riscontrare ecc. ecc.
      AMBERG.
      Il manoscritto del Mantovani fu mandato a Vienna dal conte Sedlnistzki, direttore dell’aulico dicastero di Polizia e Censura, il quale il 24 gennaio lo rimandava ordinando il non admittitur «giacchè il tenore satirico di questa produzione potrebbe promuovere reclami e lagnanze da parte d’alcune persone.»
      (156) Paura.
      (157) La casa del Da Mosto appartiene oggi alla famiglia Petich, che ne continua l’ospitale gentilezza.
      (158) CICOGNA - Diario - al Museo Civico di Venezia.
      (159) Così mi scriveva il signor Antonio Buratti, in una lettera del primo febbraio.
      (160) Ediz. cit. Pag. VIII e IX.
      (161) Nelle carte della Polizia all’Archivio di Stato a Venezia esistono alcuni documenti relativi a un’edizione di alcune poesie libere del Buratti, fatta in Toscana nel 1827. Ho fatto molte ricerche, ma invano. Il mio egr. amico Cav. Michele Spanio, già Cons. alla Corte d’Appello di Torino, ora a Venezia, trovò accennate sotto i num. 49 e 51 del catalogo della libreria antiquaria fiorentina Franchi e C° due edizioni del Buratti, fatte a Lugano, una nel 1853, l’altra nel 1854. Quest’ultima, di pagine 208, fu recentemente acquistata dalla Marciana.
      (162) C. A. LEVI, Cera e Pietra, Venezia 1886, pag. 216.


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Il principe dei satirici veneziani Pietro Buratti
di Vittorio Malamani
Tipografia dell'Ancora Venezia
1887 pagine 115

   





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