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      L'atto, dunque, indegno del capo Alemanno scosse il generoso giovane Balilla ivi sopraggiunto, il quale, acceso da santo zelo, e dato di piglio ad un ciottolo, - Che l'inse? - disse rivolto ai compagni; ed accordando gli altri, lo lanciò contro l'inumano percussore. All'eroica azione di questo novello Davide, i popolani di quella contrada fecero immediatamente seguitare una grandine di sassate, che in due riprese pose in totale fuga quelli orgogliosi. Frattanto si levarono in massa i cittadini, procurandosi ovunque armi per battere in tutti gli angoli gli Alemanni. Uomini, donne, fanciulli, preti, frati, tutti corsero alla guerra santa. Si pugnò alacremente per cinque giorni, sino al 10 successivo, in cui la città rimase sgombra dagli Alemanni. L'azione era stata cominciata col nome di Dio e di Maria, ed il popolo riconoscente portò a Santa Maria delle Grazie la piccola bandiera che trovò ad un picchetto d'Alemanni(212). Nel mentre tali fatti succedevano, il vendicato mortaio restò inconsiderato in Portoria. Ma in appresso il Popolo avendo stabilito un Quartier Generale e dato assetto ad un Governo, pensò a ripigliare il mortaio per ricondurlo al suo posto.
      Venne dunque li 8 Gennaio del successivo anno 1747 posto sopra un carro trionfale tappezzato, e da otto cavalli tirato, coll'accompagnamento di due battaglioni di cittadini armati, e sessanta cavalli montati da giovani guerniti di elmo e corazza, che trascinavano le insegne tolte ai nemici, trasportato sulle mura della Cava.


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Scritti editi ed inediti
di Goffredo Mameli
Tipogr. Istituto Sordomuti
1902 pagine 446

   





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