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      É quindi solo per necessità polemica che noi concordiamo per un momento con tutti i Filosofi militanti che portano la tessera ed il distintivo di una scuola ed esaminiamo il pensato, cioè il sistema, vale a dire diamo per realizzato in un sistema il pensiero che invece, a nostro avviso, per il fatto che pensa sempre e cioè realizza sempre se stesso, non può essere mai realizzato. Vedremo a quali conseguenze saremo condotti.
     
      Cominciamo dal dogmatismo: esso premette che non possa esservi altra realtà che la Natura, ma identifica questa Natura con la Materia. L'uomo stesso viene ad essere considerato come qualche cosa che si trovi fra le altre cose nella Natura e perciò viene considerato come Materia: tutto ciò può essere utile ai fini pratici della scienza, ma, dal punto di vista filosofico, presenta gravi difetti, perché se la Natura deve essere concepita come Materia, e poiché concepire significa ridurre la realtà esterna in concetti, cioè in schemi della nostra mente, è evidente che ciò che la concepisce non può essere che il pensiero. Ma il pensiero è immateriale, cioè irriducibile alla Materia, e conseguentemente non dovrebbe esistere se altro non esiste che la Materia.
      Né meno gravi inconvenienti presenta il dogmatismo moderno che, non potendo eliminare l'attività del pensiero, riduce il pensiero stesso ad una secrezione delle glandole cerebrali, perché, in questo caso, verrebbe annullata la legge fondamentale dello stesso dogmatismo per cui in Natura nulla si crea e nulla si distrugge se noi dal cervello-materia facessimo derivare il pensiero che non è materia e che alla Materia non può assolutamente ridursi.


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La Ragione d'essere della Filosofia
di Giuseppe Mannarino
Tipogr. Abramo Catanzaro
1931 pagine 111

   





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