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      Stabilito ciò - poiché una scienza empiricamente considerata deve avere come oggetto di studio dei rapporti costanti, diversamente si risolverebbe nuovamente nella forma scientifica dell'attività umana da cui si è voluto prescindere - è chiaro che, coerentemente con la definizione su accennata, i termini di questo rapporto non possono essere che i termini stessi del problema dell'educazione: l'educatore e l'educando. La Pedagogia sarebbe dunque la Scienza che studia il rapporto intercorrente tra educatore ed educando; ma con ciò non abbiamo detto ancora nulla: bisogna determinare e dimostrare la costanza del rapporto e stabilire ancora la netta distinzione dei due termini perché il rapporto stesso sia possibile, ché mai può esservi rapporto tra due termini non distinti.
      E siamo qui alla più grave delle difficoltà: i trattatisti la sfuggono empiricamente ed ammettono senz'altro che educatore sia l'età adulta ed educando l'infanzia; ma in questo modo il problema non è per nulla risoluto. La divisione della Vita umana in età distinte non può avere che un valore empirico, convenzionale, ma non risponde affatto ad alcun criterio di razionalità: nessuno ha potuto stabilire con criteri scientifici l'anno preciso in cui l'infanzia diviene età adulta, qualcuno soltanto ha posto dei termini arbitrari non senza prospettare gl'inconvenienti di quest'arbitrarietà stessa; chi poi si è fermato sulla cultura e sullo sviluppo fisico e morale per porre un criterio alla distinzione dei termini, è caduto in un altro arbitrio in quanto questi criteri non hanno nulla a che fare con l'età dell'uomo, ma sono posti da circostanze completamente estranee al nostro stato civile.


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La Ragione d'essere della Filosofia
di Giuseppe Mannarino
Tipogr. Abramo Catanzaro
1931 pagine 111

   





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